I 10 soprannomi più belli del mondo del nuoto.

Sappiamo tutti che il nuoto non è l’NBA, ma anche nel nostro mondo esistono preziosismi di questo tipo. Qua per voi abbiamo raccolto quelli che per noi sono i 10 soprannomi più belli del mondo del nuoto. Enjoy!

Thorpedo

Personalmente è quello che preferisco. Thorpedo.
Prendetevi un secondo per pronunciarlo in modo giusto, come fosse un qualcosa che infonde estrema paura.
Thorpedo.
Sembra il nome di un motoscafo tutto nero con motori da oltre 500 cavalli.
Ian Thorpe, soprannominato Thorpedo. Lui che un motoscafo ce l’aveva dentro, nelle braccia e nelle gambe. Il nome gliel’hanno affibbiato alla fine della carriera, dopo Atene, quando si è confermato l’unico atleta in grado di vincere medaglie nei 100/200/400 stile libero nella stessa olimpiade (2 ori, 1 bronzo), a celebrazione di una carriera gloriosa come pochi altri.
Senz’altro sul podio dei più forti nuotatori della storia.
Ian Thorpe.
From Sidney, Australia.
Soprannominato Thorpedo.

 

Il cannibale di Baltimora

Tutti sappiamo di chi stiamo parlando. Il più forte di sempre. Soprannominato il cannibale perché si mangiava letteralmente gli avversari. Ok non letteralmente, ma quasi.  Dall’età di 15 anni alla soglia dei 31, solamente in pochi eletti possono dire di essere sfuggiti alla sua furia agonistica.
Chiamato anche il Kid, data la sua propensione a dominare già da giovanissimo.
Baltimora, la sua città natale. Se vi capita di andarci controllate le strade, potreste sorprendervi di star camminando sulla Michael Phelps Way, strada a lui dedicata dopo l’impresa di Pechino.
Il Kid o il Cannibale, decidete un po’ voi come chiamarlo, lui rimane Michael Phelps, the GOAT.

 

L’albatros

No, non ci riferiamo al giovane Ivano Vendrame. L’albatros, quello vero, era Michael Groß, nuotatore tedesco quando costumoni e occhialini erano un lungo miraggio. Si guadagnò il soprannome per la sua piccola apertura alare di soli 227 cm.
Dominatore della farfalla per tutti gli anni ’80, vanta 34 medaglie tra Olimpiadi, Mondiali, Europei, e in carriera ha migliorato il record del mondo 12 volte.
È stato inserito nel ’95 nella Swimming Hall of Fame.
Giusto un po’ di robetta, eh.

 

King Shark

Il Re Squalo.
L’Avida Bestia.
L’uomo che fa dell’ignoranza la sua forza.
Sicuramente uno dei personaggi più divertenti e discussi del panorama italiano, nonché fiero ambasciatore di Nuotatori Brutti.
Ormai lo conoscono più col nome di King Shark che col suo vero nome, e forse un po’ è anche merito nostro.

 

Il Bomber

Degli italiani sicuramente il soprannome più identificativo. Marco Orsi se l’è guadagnato a forza di schiaffi sull’acqua e sorrisoni, e con quel nome è entrato nel cuore di tutti. Che goduria vederlo sul trono d’Europa a dicembre!
È il velocista per eccellenza, detentore del Record Italiano nei 50, idolo dei fagianisti e Bomber vero.

 

La divina

Beh, dopo tutto quello che la Divina ha fatto, un soprannome del genere pare il minimo.
53 medaglie internazionali.
Un record del mondo inarrivabile.
Una collezione di scarpe da far invidia a Chiara Ferragni.
Semplicemente Federico Pellegrini.

 

The Machine

Chi sa di chi stiamo parlando?
Arrivarci non è difficile.
The Machine venne soprannominato così perché, letteralmente, uno che si spaccava il culo così in acqua non l’avevano mai visto. Macinava kilometri su kilometri, e i risultati poi si sono visti.
Due record del mondo per molto tempo inarrivabili, battuti più di dieci anni dopo poi da atleti del calibro di Sun Yang e Gregorio Paltrinieri.
Ci siete arrivati?
Grant Hackett, un atleta eccezionale. Uno dei più forti, se non il più forte, fondisti che ci siano mai stati.

 

Il cagnaccio

Massimiliano Rosolino non è sempre stato il fanatico di Instagram che è oggi. C’è stata un’epoca non troppo lontana in cui, quando metteva piede in vasca, non ce n’era per nessuno. La sua cattiveria agonistica volta alla distruzione sportiva degli avversari gli valse il nome ‘Il Cagnaccio’, proprio per il suo ringhiare cattivo già dal blocchetto. E possiamo dire che Il Cagnaccio ha avuto le sue vittorie, 60 medaglie internazionali ce lo dimostrano.

 

Doggy

Non è un soprannome riconosciuto. A dire la verità non è nemmeno un soprannome vero. Chi di voi ha letto il libro di Phelps sa di chi stiamo parlando. Doggy è il nome con cui il Cannibale chiamava il proprio compagno di squadra nonché avversario di una vita Ryan Lochte.
Soprende che uno come Lochte non abbia un vero e proprio soprannome dopo tutte le bravate di cui si è reso partecipe… Comunque sia un campione straordinario dentro l’acqua, fuori… Un po’ una testa calda, ma con l’arrivo del figlio speriamo l’abbia messa a posto.

 

Iron Lady

Beh di certo non poteva mancare. Lei che se ci sono 8 gare in programma si iscrive a 9, che se il 200 delfino è dopo il 400 misto sorride e non gliene frega niente, e li vince tutt’e due. Un soprannome che poi è diventato un marchio riconosciuto in tutto il mondo. Katinka Hosszu, la Lady di Ferro. Non vorremmo mai essere vicino a lei quando si incazza.

 

Articolo di Gabriele Spera.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...